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PSICOLOGIA E POLITICA

Il collegamento tra psicologia e politica ha una storia molto antica. Il primo che
studiò scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i
caratteri peculiari e proponendo tecniche manipolative adatte per guidarle e
controllarle, fu Gustave Le Bon antropologo, sociologo e psicologo francese, uno dei
padri fondatori della “Psicologia Sociale”.
Le sue opere ed in particolare “Psicologia delle folle”, pubblicata nel 1895,
vennero lette e meticolosamente studiate dai dittatori totalitari del novecento.
In particolare Lenin, Stalin, Hitler, e Mussolini basarono il proprio potere sulla
capacità di controllare e manipolare le masse.
Tema centrale di Le Bon è che : “Nell’anima collettiva, le attitudini intellettuali degli
uomini, e di conseguenza le loro individualità, si annullano. L’eterogeneo si dissolve
nell’omogeneo e i caratteri inconsci predominano”.
Dopo Le Bon un guru della propaganda fu Edward Bernays, nipote di Freud.
La sua convinzione era che una manipolazione consapevole e intelligente delle
opinioni e delle abitudini delle masse, svolge un ruolo importante in una società
democratica. Nasceva così il concetto – caro appunto alla propaganda in chiave
politica – secondo cui chi è in grado di padroneggiare questo dispositivo sociale può
costituire un potere invisibile capace di dirigere una nazione.
Più recentemente l’americano Noam Chomsky, teorico della comunicazione,
ha elaborato la lista delle 10 strategie in grado di manipolare l’opinione pubblica
attraverso i mass media. Tali strategie sono:

1 La strategia della distrazione
2 Creare problemi e poi offrire la soluzione
3 La strategia della gradualità
4 La strategia del differire
5 Rivolgersi al pubblico come ai bambini
6 Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
7 Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
8 Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
9 Rafforzare l’auto-colpevolezza
10 Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Voglio qui porre l’attenzione sul primo punto: La strategia della distrazione.
“L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che
consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei
cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del
diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.” Ovvero
mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali e imprigionata
da temi senza vera importanza (notizie di gossip, cronaca nera, gialli, ecc.).
Non si tratta di complottismo o deliri paranoici, ma di una analisi della situazione
che, fin dagli albori della politica, ha visto l’instaurarsi sempre più preponderante di
queste dinamiche sia in Italia che nel resto del mondo.
Abbiamo assistito per giorni e giorni a intere trasmissioni sui “gialli” di Cogne,
di Perugia, di Yara Gambirasio, di Sara Scazzi, ecc. E mentre il Paese cadeva nella
più profonda crisi e nel mondo accadevano fatti gravissimi, noi continuavamo a
guardare plastici e a discutere, guardando trasmissioni e articoli che nascevano come
funghi, sempre e solo delle stesse cose. Marginali e poco importanti per l’uomo
comune che, con quei fatti, non aveva assolutamente niente a che fare.
La tv e i giornali, mentre riempivano trasmissioni intere con queste tematiche di
secondaria importanza, tralasciavano selettivamente e probabilmente in modo
deliberato, informazioni che invece avrebbero potuto interessare direttamente la
nostra vita quotidiana e delle quali, solo molti mesi dopo, siamo stati informati.
Non vi sembra che ci sia una costante attenzione, abilmente manipolata, verso
fatti di secondaria importanza o, seppur importanti, di importanza non centrale per il
Paese al fine di mantenerci realmente in un limbo di ignoranza, ma con la
presunzione di essere ben informati su tutto?
Ritenere che quanto letto non corrisponda al vero (considerando i mass media
come organi di informazione disinteressati) o ritenere che i mass media siano da
boicottare (in quanto manipolati e che solo il web dia delle informazioni veritiere)
sono due posizioni diametralmente opposte ed entrambe poco utili per comprendere
chiaramente il mondo nel quale viviamo.
Ora, a fronte di quanto letto, accendete la tv, leggete un giornale, recepite notizie da
internet e riflettete con la vostra testa.

di Giuseppe Marmo