Cultura

Nel Pci del Mezzogiorno

Il libro di Piero Di Siena

Questi scritti non sono nati per essere raccolti. Sono un estratto della sua attività giornalistica e saggistica realizzati in momenti diversi tra il 1994 e il 2010. E che ha voluto mettere insieme nel tentativo di capire i motivi per cui uno dei più grandi partiti di massa italiani, il Partito Comunista, ha cessato di esistere. Questi elaborati, infatti, oggi assumono una nuova veste. Rivisti a distanza di tempo rivelano il loro lato “inconscio” già allora premonitore di un processo, in Italia come in Europa, volto ad un lento ma inesorabile tramonto. “Nel Pci del Mezzogiorno”, Calice Edizioni, è il libro che li racchiude e che accende un faro speciale sul Sud, Basilicata e Puglia per l’esattezza, luoghi all’autore maggiormente noti. Giornalista, già senatore della Repubblica e dal 2007 al 2012 presidente dell’Associazione per il rinnovamento della Sinistra, Piero Di Siena in questo saggio dal sapore storico e biografico affronta un argomento a lui caro essendo stato in passato segretario della Federazione di Potenza del Pci e poi segretario regionale della Basilicata. La crisi e l’epilogo del Partito Comunista sul finire degli anni ’80 del Novecento sono presenti in questi scritti la cui portata è resa ancor più suggestiva da un’analisi che va oltre la storiografia ufficiale per sconfinare sulla memoria, sull’emozione dei ricordi propri e di persone che nelle terre lucane e pugliesi hanno lasciato il segno del loro impegno politico. Uomini del Pci, guide dall’alto senso civico e dalla grande onestà intellettuale che proprio da questi luoghi periferici si battevano a favore di una ideologia perennemente in “lotta” contro l’imperante Dc, altro grande partito di massa italiano. Due partiti con diversi modi di fare politica, rappresentanti di due opposte vedute con le quali guardavano ad una nazione che ambivano a guidare facendosi portavoce e garanti di eterogenei interessi. Piero Di Siena nel riportare questi nomi, tra i più autorevoli del panorama comunista regionale, ne racconta gesta e soprattutto indoli capaci di interpretare, a livello locale, gli orientamenti nazionali divenendone portavoce. Tramite il ricordo che ha di essi cerca di riannodare i fili del passato attraversando i momenti più importanti per il nostro territorio: sviluppo economico degli anni ’60, mondo rurale, emigrazione e terremoto del 1980. Eventi cruciali in cui gli uomini e le donne del Pci ebbero modo di misurarsi con passione e dedizione.

Il breve saggio offre dunque una rilettura del tormentato percorso politico del Pci. Un’analisi di come sono andate le cose e di come si potevano evitare che può estendersi anche sulla sinistra di oggi nella speranza che possa ritrovarsi esattamente nel punto da cui era partita: il lavoro, i lavoratori e i loro diritti.

 

di Anna Mollica