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18 febbraio 2008


NASCE LA FONDAZIONE BASILICATAFUTURO - L'INVITO DI PIERO LACORAZZA

l’incessante processo di degrado del sistema politico e l’accentuarsi della sua crisi strutturale continuano a fornire riprove ineccepibili della validità e dell’attualità di quel grande e coraggioso progetto di innovazione politica che ha dato luogo alla nascita del Partito Democratico: un progetto che la straordinaria adesione di massa alle elezioni primarie del 14 ottobre 2007 e di fine gennaio 2008 ha dimostrato perfettamente sintonizzato con le domande e le attese di una grande parte dell’opinione pubblica del nostro Paese.

Il nuovo soggetto politico, nel quale sono confluite alcune tra le principali tradizioni democratiche e popolari del Paese, si candida esplicitamente a promuovere ed interpretare una forte e massiccia reazione ai fenomeni di involuzione della democrazia, da tempo attanagliata da contraddizioni irrisolte, che hanno prodotto un maggioritario senza maggioranze stabili, una partitocrazia senza partiti degni di tal nome, un bipolarismo sfigurato dalla frammentazione e polverizzazione delle formazioni politiche, una società politica prigioniera di logiche corporative, autoreferenziali, conservatrici. Pertanto, la sua ambizione è quella di far maturare ed esprimersi una cultura politica innovatrice, capace di dare all’area politica del centrosinistra un’identità ed un’autonomia progettuale, liberata dalla logica degli ‘ex’ e dei ‘post’, non asservita alle mere esigenze di composizione delle alleanze ma, al contrario, in grado di riflettere e recepire lo spirito del tempo contemporaneo, ormai sempre più emancipato dalle ideologie, dalle antinomie e dai manicheismi del Novecento.

Riscoperta della ricchezza della democrazia e innovazione della politica, dei suoi strumenti, dei suoi tempi e dei suoi luoghi: questa la ragion d’essere, la scommessa e la missione di una forza politica che ha inteso denominarsi Partito Democratico tout court, cioè ‘partito della democrazia’. E dunque si comprende bene perché esso abbia deciso di costituirsi e di cominciare a vivere facendo discendere e legittimare tutti i passaggi della sua fase costituente dalla partecipazione e dal protagonismo dei cittadini elettori. Come dire, una rivoluzione democratica presa sul serio, che ha consentito, per la prima volta nella storia politica del Paese, ai cittadini di eleggere direttamente i vertici nazionali e regionali e gli stessi organismi collegiali territoriali del partito.

Un evento di straordinaria rilevanza, che ha mobilitato in Italia ben tre milioni e mezzo di cittadini, e che ha raggiunto in Basilicata punte record di partecipazione: oltre 72 mila alle primarie del 14 ottobre 2007; 43 mila alla elezione degli organi dirigenti dei circoli locali e delle assemblee provinciali. Un successo di proporzioni inimmaginabili, che indica nel deficit di partecipazione e nell’esaurimento delle forme tradizionali della militanza politica la ragione di fondo della stanchezza della democrazia. Di qui la scelta di pensare ad una nuova forma di organizzazione della politica, collegata alla vita delle persone, alla crescita delle autonomie, alla valorizzazione delle competenze, all’impegno diretto dei cittadini. Di qui il processo di costruzione di un ‘partito-rete’ che si propone, al tempo stesso, come partito dei circoli o delle sezioni, partito delle istituzioni, partito delle connessioni, partito delle iniziative popolari e delle campagne di opinione: in definitiva, come partito dell’unità regionale e del policentrismo territoriale, nutrito di vision strategica, portatore di una cultura di governo al servizio di un nuovo progetto d’avvenire della nostra regione.

La Basilicata ha bisogno di identificarsi in un modello di società aperta, attiva ed inclusiva, capace di sfuggire alle minacce della ‘trappola demografica’ che getta ombre inquietanti sul suo futuro. Di essere animata da diffusi processi di liberalizzazione economica e di sviluppo dei mercati, che incoraggino e sostengano il fiorire di nuove iniziative economiche e professionali, moderne e competitive. Di implementare al suo interno trasparenti meccanismi di mobilità sociale, che valorizzino il capitale intellettuale inutilizzato o sottoutilizzato, premino il sapere e il saper fare, lascino spazio all’affermazione delle capacità ed al riconoscimento del merito. Insomma, di sgombrare il campo dalle barriere tardocorporative che si oppongono alla libera competizione dei talenti ed all’ingresso sulla scena di nuovi protagonisti delle professioni, dell’impresa, della vita sociale e culturale.

La politica democratica ha bisogno di un nuovo pensiero e di una nuova cultura dell’innovazione. In tale ottica assume un ruolo fondamentale la creazione di un “luogo” dal quale promuovere e far crescere questo pensiero e questa cultura, di un think tank, di un centro propulsore di progetti e di idee, dotato di autonomia organizzativa e animato da gruppi di ricerca e da competenze multidisciplinari, luogo privilegiato di elaborazione e discussione degli orientamenti progettuali e valoriali dei riformisti lucani. Questo luogo è BasilicataFuturo, una fondazione di cultura politica che vuole portare all’attenzione della discussione pubblica, ponendosi in connessione con le dinamiche di cambiamento della società regionale, l’enorme patrimonio di energie, intelligenze e sensibilità di cui l’area democratica e riformatrice della regione dispone.

In linea con il tratto caratterizzante di tutta la fase costituente del PD, anche la Fondazione BasilicataFuturo intende conformarsi e strutturarsi attraverso un ampio processo di adesione e partecipazione, senza moduli precostituiti, ed è per questa ragione che al momento essa non ha ancora i suoi organi statutari né una configurazione funzionale già definita. Di più: la partecipazione alle attività della Fondazione non richiede e non comporta l’adesione al PD, in quanto essa intende allestire uno spazio di ricerca e di confronto che investe il rinnovamento politico-culturale dell’intera società lucana.

Il significato dell’iniziativa, le linee essenziali del progetto, le forme possibili della sua evoluzione saranno illustrate in un Forum, convocato a Potenza per Venerdì 22 febbraio 2008, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna dell’Università (Rione Francioso), al quale sei vivamente pregata/o di partecipare. Raccoglieremo in quella sede tutte le manifestazioni di interesse e tutti i contributi utili a dar corpo all’iniziativa e ad immettere energie nel motore del progetto.